sito dell'architetto fabrizio fontana padova/italy
workshop estivo IUAV estate 2008
studenti
Alibeaj Eugert
Armellin Alberto
Blazevic Elena
Boer Mattia
Bonaldi Valentina
Boscaro David
Campagna Ilaria
Campalani Luca
Campobasso Vito Andrea
Casal Nicole
Castegini Carlotta
Cattozzi Dario
Ceotto Michela
Chizzolini Matteo
Cogo Andrea
Dal Forno Giulia
Daniele Alessia
Dedin Marco
De Nardi Alberto
De Santis Annalisa
D'Onofrio Cristina
Fuoco Laura
Gatti Massimo
Geretto Nicolas
Gerini Veronica
Giacon Giulio
Gusso Daniele
Maino Valentina
Marcon Elisa
Maritan Roberto
Maso Andrea
Menti Giulia
Mercanzin Mattia
Orsi Valentina
Padoan Alessandro
Paiaro Alida
Pasquali Sara
Pedron Barbara
Pegoraro Andrea
Pizzato Sonia
Polesello Maura
Recaldin Alessandro
Romito Angela
Rota Elena
Ruviaro Martina
Sacchetto Enrico
Scarpa Giacomo
Scomparin Davide
Speronello Fabio
Spinelli Marco
Stefani Gianluca
Todaro Enricomaria
Todesco Mauro
Tonon Stefano
Trabuio Serena
Volpato Fiorenzo
Volpato Gianluca
Zambon Rudy
Zilio Martina
immagini varie tratte dal corso
La produzione residenziale privata e pubblica, ormai in Italia poco dissimili fra loro, ha raggiunto un livello estremamente basso sotto il profilo qualitativo: un appiattimento generale che, fatti salvi casi rari, omogeneizza grandi città e piccoli comuni, settentrione e meridione, la campagna con la montagna e il mare. Il workshop è stata un'interessante occasione di riflessione intorno al progetto architettonico all'interno dei meccanismi odierni di produzione. L'attività dell'architetto muove infatti, da una necessità che spinge e innesca un processo produttivo che coinvolge necessariamente attori diversi, spesso con diversi obiettivi. Il risultato di questa operazione complessa è l'inevitabile trasformazione di un luogo attraverso la realizzazione di un manufatto e del suo uso. In questo scenario e attraverso gli strumenti specificamente disciplinari e non, si sviluppa il lavoro dell'architetto con tutta la sua responsabilità nella gestione del processo. Il momento del progetto è il luogo dei conflitti, il momento delle scelte, il terreno della contrapposizione e della dialettica mentre l'opera finale rappresenta il momento unico di verifica possibile di tutti i presupposti iniziali. Il programma di lavoro del Workshop prevedeva un intervento di edilizia residenziale all'interno del Parco Regionale dei Colli Euganei. Gli studenti, oltre a misurarsi con un tema nevralgico per lo sviluppo delle ricerche sull'architettura e sulla città oggi e pur tuttavia in Italia un po' snobbato, spesso sottovalutato, sono stati chiamati a confrontarsi con le problematiche concrete del fare architettura: dei lotti reali, le norme precise e inderogabili dettate dal regolamento comunale e dai vincoli ambientali; la ricerca del giusto compromesso tra esigenze speculative e investigazioni architettoniche; un sapere tecnico-costruttivo che libera, in parte, dalla sudditanza del progettista nei confronti del costruttore, del cliente, dell'impiantista e dello strutturista. I 3 lotti di progettazioni contenevano problematiche diverse che necessitavano di risposte differenti. Il primo, a nord, posto alla quota altimetrica più alta caratterizzato da una profondità contenuta e limitante il corpo di fabbrica. Il secondo, quello centrale, dall'orografia articolata, una profondità inusitata e con la possibilità di accesso da tutti i fronti. Il terzo, a sud, a contatto con la strada provinciale e diviso in mezzeria da un passaggio pedonale imposto dallo strumento urbanistico attuativo. L'esiguità del tempo non ha consentito agli studenti di affrontare compiutamente la questione del rapporto con il contesto nell'ottica di una messa in discussione degli stereotipi, degli elementi tipologici, dei materiali e dei colori a cui spesso l'architetto è costretto ad attenersi scrupolosamente come se fossero condizione minima di garanzia sulla qualità dell'architettura. Per stessa ammissione degli studenti, il tema-corso scelto inizialmente per la sua "apparente" facilità, si è dimostrato invece irto di ostacoli. La maggior difficoltà riscontrata nella quasi totalità dei gruppi di lavoro è stata quella di "far funzionare" l'organismo abitativo, proprio in rapporto alle obbligazioni determinate dal rigido programma. La cellula, l'iterazione della stessa e le sue eccezioni; le quantità minime e massime, le dimensioni e la cubatura; le esigenze diversificate di una committenza reale, l'orientamento; la semplicità costruttiva; la scelta dei materiali; il trattamento delle superfici verticali ed orizzontali esterne; l'orografia del terreno, gli accessi pedonali e carrabili, la sostenibilità economica, sono state le tematiche affrontate attraverso un approccio degli studenti sia induttivo che deduttivo. L'esercizio al continuo salto di scala e all'insistente controllo del rispetto del programma sono tuttavia abilità che non si acquisiscono né in un workshop né in un triennio di Università. I risultati del laboratorio, considerata anche l'età media degli studenti, sono stati gratificanti e di gran lunga superiori alle aspettative iniziali.
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ultimo aggiornamento pagina:
Sat, 18 Dec 2010 13:49:58 UT